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Monthly Archives: May 2013

Vivere è yīshízhùxíng: vestirsi, mangiare, abitare e viaggiare
(ENGLISH VERSION)

di Angela Lee Ka Ki, architectural designer gelalala.wordpress.com – Traduzione di Daria Mangione

Secondo il famoso idioma cinese yīshízhùxíng [衣食住行] i quattro elementi di base del nostro vivere sono vestirsi, mangiare, abitare e viaggiare. In un mondo in cui tutte le grandi città sprofondano nel calderone del capitalismo, abbiamo intervistato alcune persone a Berlino per farci dire come riescono a prendersi cura di questi quattro elementi in maniera non convenzionale.

Abitare: Da molto tempo Punet non ha una casa. Nel 2006 ha cominciato a viaggiare?

Puoi raccontarci qualcosa del tuo background e di come sei diventato un autostoppista?

Sono nato in una grande città dell’India con 20 milioni di abitanti. A 25 anni, avevo già tutto, potere, soldi e sesso. Ho studiato informatica e matematica, poi sono diventato informatico freelance. In diverse Università del mondo per 3 anni, ho avuto l’opportunità di viaggiare in vari posti, dall’India all’Europa all’Asia. Poi ho incontrato un autostoppista eccezionale. Ha solo 23 anni ma sono già 8 che viaggia. Ve lo immaginate un ragazzino di 15 anni che si mette in strada con l’autostop? Ha  viaggiato anche nel Kashmir, la gente dice che sia il posto più pericoloso al mondo.
Un anno dopo ho deciso di smettere di lavorare e sono iniziati 3 anni di viaggio full-time, perché avevo la sensazione di essere stufo di tutto. E’ stato più difficile di prima, poiché ho un passaporto indiano, che non mi permette di visitare molti paesi senza un visto. Ho fatto l’autostop ovunque, ho dormito dappertutto. A volte semplicemente arrivavo in un villaggio e bussavo alla porta. “Salve, ho viaggiato fin qua ma non ho un posto dove dormire. Se mi offrite da dormire, posso aiutarvi con qualsiasi cosa. Posso cucinare, fare le pulizie, aggiustare degli oggetti per voi…”

Così ho vissuto finora. Di media spendevo 2 euro al giorno. A volte la gente non sa davvero spendere. In India, nessuno ricicla mai niente; d’altra parte in Romania gli zingari mangiano avanzi gettati nella spazzatura. Ovunque vada, ci vado in autostop.

Hai viaggiato per 9 anni. Non ti piacerebbe avere una casa, un luogo tuo?

Non sento di aver bisogno di una casa. Vedo il mondo come una totalità, mi piace essere per strada, percepire la bellezza. Mi piace andare nelle campagne e vedere come la gente ci vive: questa è la vera cultura per me. Coltivano la terra; il loro è un sistema autosufficiente, non ci troverai nulla col marchio “Cibo biologico”. Giocano: i bambini sono felici. Mi piace anche dare il mio contributo, aiutare la comunità. Significare stare lontano dalla società delle grandi città e impegnarsi davvero con le persone in una comunità.

Ti capita mai di sentirti solo?

Mi sento solo quando non posso viaggiare e vivere in una società basata sulla comunicazione. Succede quando non puoi esprimerti nella tua vita e non riesci a capire te stesso.

Ma ora che mi muovo non mi sento solo. Ho trovato me stesso e so da dove viene la mia felicità. Amo anche tutte le difficoltà che affronto sulla strada. Comunico con le persone che incontro, non mi sento solo per niente. In quei paesi di cui non conosco la lingua locale, posso solo dire “ciao”, “come stai?”, “sì”, “no”, “sei bella” e “toilette”; ma la comunicazione viene dal cuore. La bellezza del viaggio sta nel lasciare che le persone imparino dalle persone, lasciare che la gente abbia sogni diversi. Tutto può essere bello.

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Magazine Cittadino Globale
Mašta Magazine
Magaristo Magazine

(ENGLISH VERSION)
Vivere è yīshízhùxíng: vestirsi, mangiare, abitare e viaggiare

di Angela Lee Ka Ki, architectural designer gelalala.wordpress.com – Traduzione di Daria Mangione

Secondo il famoso idioma cinese yīshízhùxíng [衣食住行] i quattro elementi di base del nostro vivere sono vestirsi, mangiare, abitare e viaggiare. In un mondo in cui tutte le grandi città sprofondano nel calderone del capitalismo, abbiamo intervistato alcune persone a Berlino per farci dire come riescono a prendersi cura di questi quattro elementi in maniera non convenzionale.

Viaggiare:
Tao adora andare in bicicletta…

Perché preferisci la bicicletta al trasporto pubblico?
Mi piace la vita attiva. Mi piace scegliere quale strada prendere. Andare in bicicletta mi permette di scoprire gli angoli del vicinato. Il trasporto pubblico invece è passivo. Inoltre in bicicletta posso scegliere la mia velocità, più lento o più veloce, mentre con il trasporto pubblico non c’è nulla che io possa cambiare.

Quando hai avuto la tua prima bicicletta?
A 5 anni. Era viola.

E cosa provi quando compri una bicicletta nuova?
La prima cosa è il bisogno di adattare il tuo corpo all’oggetto, sviluppare un nuovo movimento. È una scoperta ogni volta.

Ci racconti una tua esperienza in bici?
Il CycleCamp. Era un campo per insegnare alla gente come ripararsi le bici da sé, con lo scopo di promuovere la cultura delle due ruote.

Cosa non ti piace?
Detesto il cibo industriale. Allontana la gente da dove il cibo proviene, ossia dalla natura. E detesto le auto.

Che farai quando sarai vecchio?
Mi piacerebbe vivere in campagna, in un Paese straniero in cui posso imparare una cultura nuova. O anche lavorerei volentieri in una comunità di artisti.

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Vestirsi.  Mangiare. Abitare.

A Neukölln Juli e un suo amico, hanno messo su una piccola “boutique” di moda, aperta alle vendite una volta a settimana. probabilmente si tratta del posto più economico dove procurarsi vestiti di seconda mano a Berlino, infatti non ti costa nulla. Puoi portarci i vestiti che non vuoi più tenere, e prenderti qualsiasi cosa ti piaccia nel negozio. Oppure, puoi entrare e prendere soltanto. Da quando ha aperto, tantissimi vengono ogni settimana a lasciare i propri abiti, e il piccolo negozio è pieno di capi di abbigliamento distilli diversi. Gli abiti non saranno perfetti, dal momento che sono usati, però si può usufruire di un“servizio” impeccabile, con macchine da cucire e vari strumenti a disposizione nel negozio. Così puoi riparare i tuoi vestiti rovinati, ma puoi anche imparare molto da sull’up-cycling, ossia come riciclare i materiali per creare nuovi prodotti di qualità uguale o addirittura migliore del prodotto originale.

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Vestirsi.  Mangiare. Abitare.

Adam, vegetariano e senzatetto 3 anni fa ho incontrato il mio caro amico J a Berlino e per pura coincidenza ci siamo trovati a vivere nello stesso quartiere, Kreuzberg. Cosi abbiamo dato vita a una comunità di due persone, condividendo cibo e altre cose, cucinando insieme. In seguito J ha lavorato con un’organizzazione e così ha trovato uno spazio con una cucina. Abbiamo cominciato così ad utilizzarlo organizzando corsi interessanti. Diversi membri del gruppo del CS hanno contribuito e condiviso le loro capacità. Perciò ho cominciato a pensare a ciò di cui hanno bisogno le persone e a cosa io posso fare per soddisfare questi bisogni. Cosi ho pensato al cibo. Perché il cibo è un bisogno di tutti.

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Vestirsi.  Mangiare. Abitare.

Da tempo Punet non ha una casa. Ho deciso di smettere di lavorare e sono iniziati 3 anni di viaggio. Ho fatto l’autostop ovunque, ho dormito dappertutto. Di media spendevo 2 euro al giorno. Non sento di aver bisogno di una casa. Vedo il mondo come una totalità, mi piace essere per strada, percepire la bellezza. Mi piace andare nelle campagne e vedere come la gente ci vive: questa è la vera cultura. Coltivano la terra; il loro è un sistema autosufficiente, non ci troverai nulla col marchio “Cibo biologico”. I bambini sono felici. Mi piace anche dare il mio contributo, aiutare la comunità.